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Sono una ragazza nata ieri nella data di oggi in un anno dispari della seconda metà del secolo scorso.
Proprio ieri ho casualmente trovato un almanacco del mio anno di nascita e stamattina, sfogliandolo, sono rimasta, ingenuamente come mio solito, basita:
Quando io ero ancora in fasce …
(letteralmente in fasce! perché la mia giovane mamma, seguendo le antiche tradizioni di mia nonna paterna con cui abitava, di notte, per 3 mesi, mi ha fasciato le gambe )
… nel mondo succedevano tante cose:
- il muro della vergogna stava per essere eretto
- l’italia unita celebrava un importante annniversario
- la società sembrava proiettata verso un avvenire di crescente benessere: si mangiava di più, per es. molta più carne, tanto che i vecchietti di allora, sbalorditi, dichiaravano “Adesso sembra Natale tutti i giorni”
- la parola “vacanze” destinata un tempo alle cerchie ristrette dei più fortunati, stava diventando di uso comune mentre gli elettrodomestici e le automobili stavano invadendo le nostre case
(la vecchia lira nel frattempo si inorgogliva e rivestiva d’argento i suoi “pezzi” da cinquecento)
- Gagarin aveva già fatto il suo primo volo cosmico proprio quando era appena riuscito il primo esperimento scientifico di fecondare in provetta un ovulo umano e mantenerlo in vita per un intero mese (la chiesa, ora come allora, esprimeva il suo parere negativo)
- Hemingway moriva per la stanchezza del vivere, Kennedy sbarcava esuli cubani nella baia dei porci, la notte dei fuochi si consumava nell’Alto Adige mentre le paradossali convergenze parallele del governo Fanfani preparavano l’apertura a sinistra
- Nasceva il secondo canale della rai mentre raddoppiava il reddito medio degli italiani, rispetto al decennio precedente… il miracolo economico si erigeva e le sue ombre si proiettano tutt’ora.
(Pane amore e fantasia era stato decisamente sorpassato da Rocco e i suoi fratelli e dal kennedismo)
Sono una donna nata ieri nella data di oggi in un anno dispari della seconda metà del secolo scorso… quando il pane costava L. 135 al Kg.
LU POSTARÉLLU
Fija mia, sò próbbiu condéndu che ti si troatu ‘stu postaréllu,
so ssicuru che a la fine te piacerà ppure,
anche se la fatiga adè tanda e lu postu adè pócu véllu!....
Penza a quantu se troerà tutti condéndi,
quilli póri vecchiarélli de aécce una come tte,
anche se jé manca tandu li fiji e li paréndi!
Quillu adè ‘n póstu do se pó piagne ‘n tandinéllu,
ma sò che co ‘n basciu tu li farài ride ppure,
tu si bràa fija mia, .... mandénite ‘stu postaréllu!
Sor Righetto

Certo che co 'ste racconannanzziò 'n se va più avandi.
'N se ne pòle probbiu più!…
"Se vòli 'n postu o la pinziò te ce vòle la raccomannazziò"
Oh, … a penzacce vè, quistu pare probbiu 'n proverbiu come quillu che fa:
"Pasqua de risurrizziò…, se magna lo casciu pe' divuzziò".
Sulu che su quill'andru lo casciu te tocca portallu a quillu che te raccommanna.
A penzà che io ho fattu la domanda pe pijà la pinziò dieci anni fa: ogni anno me tocca ji a Macerata a passà la visita come quanno ho fatto lu surdatu e… de la pinziò ancò manco la puzza…!
[Confidenza tratta da "Le raccomannazziò" uno dei testi autografi contenuti ne "Le confidenze di Sor Righetto" manoscritto (ex-indedito) composto nel maggio 1976 ma che sembra sia ancora, purtroppo, attuale nei contenuti]
[faccine create col Say-Moticon Editor di Heracleum]
** Tanti auguri Stellina!
*I figli si Sissina

Sissina era appena appena diventata una deliziosa signorina gattina, stava appunto affinando le sue doti innate di granduchessa quando, alla fine della primavera scorsa, una notte ha incontrato Nerone, il terribile e affascinante gatto nero che spadroneggia in queste zone, il famoso "fecondatore dei 3 cortili"... e ora si ritrova - anche lei - con ben 5 gattini da crescere.
Oggi vorrei essere energia pura, colorata...
vorrei incontrare ancora mio padre
vorrei rivedere crick
Vorrei smaterializzarmi.



Un giorno forse scriverò un racconto intitolato
la contessa Sparacazzi
Il racconto sarà suddiviso in capitoli numerati,
ogni capitolo sarà fine a se stesso.
Il primo passo è preparare
in un elenco in aggiornamento
i titoli dei futuri capitoli del racconto,
man mano che mi vengono in mente,
per non dimenticare.
La contessa Sparacazzi
vicende di vita in qualche modo vissuta
1) La contessa Sparacazzi e le favolose nozze di sua figlia, la contessina Azzurra
puntata zero di Beautiful
2) La contessa Sparacazzi e i 3 dogo argentini
una recente razzaccia di cani
3) La contessa Sparacazzi e i gioielli
la perla nera
4) La contessa Sparacazzi e le pellicce
i pellicciai sono tutti ebrei
5) La contessa Sparacazzi e la pipì delle suore russe
incredibile
6) Gli aforismi della contessa
7) La contessa Sparacazzi e Marta Marzotto
servitù etiope scalza in livrea
8) L’esimio, palloso consorte della contessa Sparacazzi e il fucile sopra la porta
è per i ladri? no, è per i cani
9) L’esimio, ma palloso consorte ecc... e le ragnatele
fobie quotidiane
10) I mobili antichi della contessa Sparacazzi
vecchiume prezioso di legno antico
11) I libri della contessa Sparacazzi
classifica bestsellers
12) Il contessino Sparacazzi
un finto proletario

Senza conoscere assolutamente nulla di questo linguaggio, interpreto l'ideogramma a modo mio:
Nella fantasia di colori caldi e rassicuranti emerge uno schema, una rappresentazione, quasi temporale, di segni blu, alcuni più chiari ed altri più scuri che, seguendo un'immaginaria processione, si allineano ordinatamente, forse per tratteggiare gli eventi più o meno importanti per noi che si accavallano nella nostra esistenza.
Il quadro d'insieme è senz'altro positivo.
Non c'è il caos, il tutto sembra seguire una logica rassicurante
(anche le "due corna" in alto, di colore blu scuro, sono delimitate da immaginarie barriere dello stesso colore).
Un ideogramma, secondo me, positivo, beneagurante, rassicurante...
(Acquerello di Alain G.Barbato)
C'era una volta una gatta...
ma prima ancora c'era una volta una bambina...
deliziosa, brava, buona e bella.
Un pomeriggio, mentre giocava con la sua bambola preferita
espresse finalmente ad alta voce il suo desiderio:
"Voglioungattinovoglioungattinovoglioungattino
voglioungattino voglioungattinovoglioungattino ..."
Dopo qualche giorno arrivò veramente un gattino,
anzi una gattina bianca e nera.
La trovò al suo risveglio perchè era arrivata di notte,
stanca e affamata, anzi sfinita, dal lungo viaggio.
Immediatamente la bambina tolse la bambola dalla
carrozzina e ci mise a dormire la gattina.
Trascorse un anno e la gattina era oramai diventata
una bella gatta, elegante ed aristocratica;
imparò tante cose e altrettante ne insegnò alla bambina.
(per esemopio che Lei non era affatto una bambola)
E poi arrivò il mese di giugno.
Era caldo, molto caldo, ma la vita della gatta
seguiva i canoni prestabiliti:
- Sveglia mattiniera insieme alla bambina più grande,
quella che le dava subito le crocchette appena si alzava
e che teneva pulito il suo bagno...
- Pulizia meticolosa del pelo ...
- Ozio...
- Una, o più serie, di piccole torture giornaliere,
da parte degli altri cuccioli della casa...
- Ancora ozio ....
- Pisolino di rito sul davanzale...
- Spuntino...
- Spuntini vari!!
- Gioco...
- Tanti giochi...
- Osservazione del territorio dalla balaustra del terrazzo...
- Ancora ozio...
- Ancora giochi ...
- La Cena!!
- ooozioooo ...
Poi un pomeriggio la bambina espresse un altro desiderio: "Vogliounaltrogattinovogliounaltrogattinovoglioun
altrogattinovogliounaltrogattinovogliounaltrogattino..."
Così arrivò il piccolo gattino nero.
Piangeva... piangeva...
erano già due giorni lo sentiva piangere...
e se lo ritrovò improvvisamente in casa.
Nella sua casa!
Mangiava dalla sua ciotola!
Usava il suo bagno!
Giocava col suo topo preferito!
Era proprio insopportabile.
La bambina, poi, lo mise addirittura a dormire nella sua carrozzina!
... ma era così carino
... e così piccolo!
Quando capì che era buono...
che era un pezzo di pane...
che, nonostante i suoi comportamenti da plebeo
era delicato, sensibile...
mai offensivo...
sempre amico...
divennero tutti e tre inseparabili,
per sempre.
![]()

Notte d'estate:
una nuova Stella brilla,
meravigliosamente.
(falso haiku di compleanno)
Mi piacciono molto le "ricorrenze" - non quelle comandate, però, ma solo quelle personali, ed è per questo che ci tengo a fare gli auguri al mio Blog (con un giorno d'anticipo, perchè domani non posso).
Infatti domani sarà trascorso un anno da quel giorno di fine luglio in cui ho avuto la bella idea di farlo nascere!
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In fondo basta poco:
un mucchietto di semi misti ...
il sole l'acqua, un pò di pazienza
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Sì!!!
Souvenir de Paris
Mi è giunta voce dell'Isola.
Questo, dicono, sia il suo nome:
L'isola
Per quanto se ne sa, infatti, ancora nessuno ha voluto o saputo dargli una denominazione
ben precisa.
Dicono anche di non cercarla, tanto la sua posizione non è segnalata da nessuna carta nautica, anche perchè il bello (??) di quest'isola, è che puoi andarci, anzi ti puoi trovare improvvisamente lì... senza volerlo (e tante volte senza nemmeno saperlo, per lo meno all'inizio).
Di lei si sa poco niente: chi ritorna -perche, prima o poi tutti riescono a lasciarla - non ne parla mai volentieri.
Sappiamo solo che, a dispetto della sua graziosa apparenza, è inospitale e ambigua.
Infatti, giusto per fare un esempio, è piena di queste indicazioni tipo questa:
--> porto d'imbarco--->
e sotto c'è riportata la distanza ( di solito 1.500 m., altre volte 2.500 m, più raramente 3 km.)
Sulla base delle poche notizie scovate in rete a tal riguardo mi sono immaginata questa scena:
Te, fantomatico viaggiatore arrivato tuo malgrado all'isola, tutto felice ti incammini nella direzione indicata perchè pensi di aver trovato subito la strada per andartene da quel posto in cui non avevi previsto una sosta
e quindi cammini, cammini...
All'inizio quasi senza accorgergertene, macini metri su metri col pensiero già rivolto alle operazioni d'imbarco che sai che ti aspettano...
cammini... cammini...
poi ti cominci a chiedere?
- ma quand'è che arrivo?? -
e intanto continui a camminare.
Poi ti domandi se magari hai sbagliato strada...
"Puodarsi che, come al solito sono in in soprapensiero e senz'altro non avrò notato un bivio... un cartello.... ma certo, mi sarà sfuggito quello con l'indicazione del porto..."
ritorni indietro... vai avanti... ritorni un'altro pò indietro...
Ma è inutile, tanto non troverai mai il porto perchè l'indicazione è stata messa "a casaccio".
Infatti dicono che è proprio per questo che l'isola è subdola:
I cartelli che vedi, con le indicazioni ben precise, non sono veritieri!
Non li guardare, non li seguire....
Le probabilità che si hanno di trovare quello giusto sono quasi nulle!
Potrei riportare anche altri esempi esplicativi, tipo quello che è successo a quel tale che, dopo aver camminato ore e ore alla ricerca del porto e oramai esausto, trova un piccolo edificio con l'insegna
fiducioso entra, e si trova in un ufficio dove c'è solo una scrivania occupata da un manichino...
sì, sì, proprio un fantoccio con una voce registrata che si aziona appena qualcuno entra nella stanza che ripete all'infinito:
lasciate un foglio con le vostre generalità e le vostre richieste, vi faremo sapere...
lasciate un foglio con le vostre generalità e le vostre richieste, vi faremo sapere...
lasciate un foglio con le vostre generalità e le vostre richieste, vi faremo sapere..
In quest'isola , tra tutte le innumerevoli capacità che hai (o anche che non hai) conta solo una cosa: la fortuna, o l'intuito, o il il caso, o il destino, o il Ka...
Si vocifera anche che quest'isola rimane non solo invisibile, ma anche preclusa, a chi si ritrova a passare nelle sue vicinanze in possesso di parecchi foglietti che riportano tutti uno specifico simbolo...
(ma per saperne di più ed essere più precisa dovrei fare delle ulteriori ricerche in internet)
(continua ... )
riflessi d'amore
Ogni tanto lo sogno:
è bello, vestito bene,
(non con l'abito blu)
imponente.
(non dimagrito)
Ogni volta cammina tranquillo in mezzo alla gente del sogno...
quando arriva vicino a me, si ferma, mi da due pacchette sulle spalle, come fa di solito, e mi chiede:
- come va?
Io gli sorrido e invece di rispondere gli chiedo:
- e tu?
Solo questo.
Poi lui mi cerca con gli occhi, mi regala un sorriso e continua a camminare... ed io rimango a guardarlo mentre se ne va...
non riuscendo a cancellare dai miei occhi il suo sguardo, in apparenza sereno, ma da cui si intuisce benissimo che cela un profondo rimpianto per le cose che sono state e che ora non sono più...
per le cose che non potranno più essere...
L'unica volta che non gli ho visto questa espressione è stata quando io ero davanti ad un grande specchio e stavo osservando, di riflesso, quello che succedeva alle mie spalle, nella stanza.
C'era anche lui e io lo guardavo meravigliata fino all'inverosimile, stupita di vederlo lì.
(non sapevo che stavo sognando)
Ad un certo punto i nostri sguardi si incrociano nello specchio:
Lui, dapprima mi sorride, poi vedendo la mia strana espressione, sembra volermi dire con gli occhi e con un leggero scuotimento di capo:
- embè, cosa c'e adesso??
Io a quel punto ho pensato che dovevo proprio voltarmi...
dovevo voltarmi...
ma avevo troppa paura per farlo.
"Si nasce da un atto d'amore, si cresce e poi...
... si muore, non con lo stesso amore."
omaggio e ringraziamento per ella e per la sirenetta per il lavoro fatto su bambini nel tempo
"luccicanza"
per ella
sì, le ciotoline, le goccioline d'AMORE e le farfalle...
va bene, possono sembrare... troppo...
ma se poi vedi quanto è concreta
nell'esserci, nel perseguire l'obiettivo
nel coinvolgersi per raggiungerlo...
bene, allora capisci che il suo modo di essere... . "bambina"
è rimasto..intatto.
E nella donna che cuoce gli avanzi di tempo per fare "frittelle di bontà" ritrovo una compagna che mi sarebbe piaciuto avere in classe, quella con cui studiare, quella con cui parlare d'altro.
Grazie,per il tempo per l'impegno che hai saputo trovare, insieme a "tutto" il tuo §taff..
per la sirenetta
Di non tante parole con me - sempre sospesa nel fare altro -
sei stata, coi tuoi guizzi, una presenza continua instancabile e generosa.
Ci siamo mostrati un po' diffidenti, forse, all'inizio
ma io credo che ora - per parte mia - mi piace aver conosciuto una sirena con l'animo tenero...
(anche se non ama che se ne parli)
quello che conta è che sa ....
-ha saputo-
come fare per farti sentire che lei c'è - lì accanto - quando serve...
un suo pratico guizzo da tuttofare
con le squame molto..molto sensibili...
(Maqroll)
Atmo§fere puntuali (??)
L'appuntamento (tra me e me...) è tra un mese preciso.
Tra un mese saprò... secondo i miei "calcoli" se...
... se conta di più l'esperienza... (un mese di "esperienza"!)
o, magari, tutto dipende da un'innata predisposizione.
Mi do' appuntamento al 26 Marzo!
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