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Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Almanacchi per l'anno nuovo?
Si signore.
Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Oh illustrissimo si, certo.
Come quest'anno passato?
Più più assai.
Come quello di là?
Più più, illustrissimo.
Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Signor no, non mi piacerebbe.
Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Saranno vent'anni, illustrissimo.
A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
Io? non saprei.
Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
No in verità, illustrissimo.
E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Cotesto si sa.
Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Cotesto non vorrei.
Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Lo credo cotesto.
Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Signor no davvero, non tornerei.
Oh che vita vorreste voi dunque?
Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.
Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?
Appunto.
Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Speriamo.
Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.
Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Ecco trenta soldi.
Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.
(Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere
Operette Morali - Giacomo Leopardi)
I pensieri sono sempre tanti,
… .. ….. … ....... . ....
anche se un po’ disordinati, come me.
Le parole
però
mi sfuggono tutte dalla tastiera.
Non riesco a scriverLe
Non riesco più ad esprimerLe!
Mi sento come una pentola a pressione con la valvola otturata.
(e può succedere… stava per succedermi proprio ieri, mentre cuocevo lo spezzatino)
Come un cervello occluso dall’alzheimer
(e anche questo può succedere… lo so perché ne vedo parecchi, tutti i giorni)
Come un rubinetto pieno di calcare.
(e a chi non è mai successo?! Basterebbe usare un anticalcare)
Le parole erano, e credo siano, sempre lì, tutte pronte per uscire.
Prima…
si davano la mano
e uscivano tutte contente,
insieme,
raggruppate in bei pensieri.
Ora…
forse annoiate dall’attesa..
disordinate, come me,
danno la mano a tutte..
creano nuovi e strani gruppetti ..
si accalcano per uscire..
Ed hanno intasato la valvola.
E purtroppo ora non ho soldi da sprecare
per comprare l’anticalcare.
Sono una ragazza nata ieri nella data di oggi in un anno dispari della seconda metà del secolo scorso.
Proprio ieri ho casualmente trovato un almanacco del mio anno di nascita e stamattina, sfogliandolo, sono rimasta, ingenuamente come mio solito, basita:
Quando io ero ancora in fasce …
(letteralmente in fasce! perché la mia giovane mamma, seguendo le antiche tradizioni di mia nonna paterna con cui abitava, di notte, per 3 mesi, mi ha fasciato le gambe )
… nel mondo succedevano tante cose:
- il muro della vergogna stava per essere eretto
- l’italia unita celebrava un importante annniversario
- la società sembrava proiettata verso un avvenire di crescente benessere: si mangiava di più, per es. molta più carne, tanto che i vecchietti di allora, sbalorditi, dichiaravano “Adesso sembra Natale tutti i giorni”
- la parola “vacanze” destinata un tempo alle cerchie ristrette dei più fortunati, stava diventando di uso comune mentre gli elettrodomestici e le automobili stavano invadendo le nostre case
(la vecchia lira nel frattempo si inorgogliva e rivestiva d’argento i suoi “pezzi” da cinquecento)
- Gagarin aveva già fatto il suo primo volo cosmico proprio quando era appena riuscito il primo esperimento scientifico di fecondare in provetta un ovulo umano e mantenerlo in vita per un intero mese (la chiesa, ora come allora, esprimeva il suo parere negativo)
- Hemingway moriva per la stanchezza del vivere, Kennedy sbarcava esuli cubani nella baia dei porci, la notte dei fuochi si consumava nell’Alto Adige mentre le paradossali convergenze parallele del governo Fanfani preparavano l’apertura a sinistra
- Nasceva il secondo canale della rai mentre raddoppiava il reddito medio degli italiani, rispetto al decennio precedente… il miracolo economico si erigeva e le sue ombre si proiettano tutt’ora.
(Pane amore e fantasia era stato decisamente sorpassato da Rocco e i suoi fratelli e dal kennedismo)
Sono una donna nata ieri nella data di oggi in un anno dispari della seconda metà del secolo scorso… quando il pane costava L. 135 al Kg.
… percepisco nettamente il veloce scorrere dei minuti, delle ore, dei giorni… che si sommano e diventano financo dei mesi!
E’ come immergere la mano in un ruscello per cercare di trattenerlo: è impossibile, è inutile opporre resistenza, la mano, al minimo cedimento, viene riportata a galla e trascinata via.
Dovrei proprio trovare il giusto equilibrio del trattenerla e del lasciarla andare….
Insomma, in questo periodo, purtroppo, faccio fatica a trattenere il ruscellamento degli eventi: Non ho quasi più tempo per me… e neanche per i miei blog del cuore (vedi il parnaso e bambini nel tempo) e la stanchezza fisica del “duro lavoro” vuole intorpidirmi persino la mente!
Cmq, alla prima ansa che mi capiterà a tiro, ancorerò la mano più forte che posso.
LU POSTARÉLLU
Fija mia, sò próbbiu condéndu che ti si troatu ‘stu postaréllu,
so ssicuru che a la fine te piacerà ppure,
anche se la fatiga adè tanda e lu postu adè pócu véllu!....
Penza a quantu se troerà tutti condéndi,
quilli póri vecchiarélli de aécce una come tte,
anche se jé manca tandu li fiji e li paréndi!
Quillu adè ‘n póstu do se pó piagne ‘n tandinéllu,
ma sò che co ‘n basciu tu li farài ride ppure,
tu si bràa fija mia, .... mandénite ‘stu postaréllu!
Sor Righetto


Ma dov'è la festa?
Io, come al solito, non l'ho trovata...
anzi, con mio grande dispiacere per i miei bambini che, forse giustamente, pensavano di poter vivere questo periodo in un'atmo§fera simile a quella che vedono nelle pubblicità natalizie, questi giorni di fine anno sono quasi precisamente uguali a tutti gli altri
anzi, anche peggiori della media di tutti gli altri perchè purtroppo a fine anno mi scatta il banale, odioso e inconscio impulso di tirare le somme, cominciando da quelle in negativo.
Oggi cmq mi sono imposta di cominciare a fare il bilancio di quelle in positivo dove, effettivamente, ci sono le voci che più mi interessano, sotto la categoria AMORE.

Certo che co 'ste racconannanzziò 'n se va più avandi.
'N se ne pòle probbiu più!…
"Se vòli 'n postu o la pinziò te ce vòle la raccomannazziò"
Oh, … a penzacce vè, quistu pare probbiu 'n proverbiu come quillu che fa:
"Pasqua de risurrizziò…, se magna lo casciu pe' divuzziò".
Sulu che su quill'andru lo casciu te tocca portallu a quillu che te raccommanna.
A penzà che io ho fattu la domanda pe pijà la pinziò dieci anni fa: ogni anno me tocca ji a Macerata a passà la visita come quanno ho fatto lu surdatu e… de la pinziò ancò manco la puzza…!
[Confidenza tratta da "Le raccomannazziò" uno dei testi autografi contenuti ne "Le confidenze di Sor Righetto" manoscritto (ex-indedito) composto nel maggio 1976 ma che sembra sia ancora, purtroppo, attuale nei contenuti]
[faccine create col Say-Moticon Editor di Heracleum]
Pensaci che l’uomo è nemico all’uomo
e trama la distruzione.
Pensaci sempre, pensaci anche ora in quest’attimo d’agosto,
sotto questo cielo vacanziero,
e ti pare quasi di udire il crepitio sottile della guerra
mentre i suoi fautori uccidono… si uccidono…., uccidono i civili, anche per sbaglio…
sotto il canto della cicala,
anche in questo attimo pensaci!
Pensaci, se una mano ti sfiora con tenerezza,
pensaci nell’abbraccio della tua donna,
pensaci quando ride il tuo bambino!
Pensaci che dopo le immani distruzioni
ognuno dimostrerà di essere innocente.
Pensaci, ogni volta che la guerra si porta via una vita umana
è una sconfitta, per tutti, perché si è persa umanità.
Dobbiamo tutti prendere atto (pensare) che si è al di fuori della ragione
ogni volta che i rapporti tra gli esseri umani si esercitano con la forza,
con le armi, con le uccisioni.
E, dentro il tuo cuore,
pensaci che è tua la colpa di ogni orrore e
che si perpetra lontano da te.
No, non dormite, mentre gli ordinatori del mondo sono al lavoro!
Siate diffidenti verso il loro potere, che essi pretendono di acquisire per voi!
Vigilate perché i vostri cuori non siano vuoti, quando si specula sul vuoto dei vostri cuori!
Il genere umano potrà avere un futuro solo se verrà messa al bando la guerra,
se la guerra diventerà un tabù.
Fate l’inutile, cantate le canzoni che non si attendono dalla vostra bocca!
Siate incomodi, siate la sabbia, non l’olio nell’ingranaggio del mondo.
Ancora una volta dobiamo dire, con infinita tristezza
BASTA GUERRA, BASTA MORTI, BASTA VITTIme.
Fonti:
Bertold Brecht 79%
Gino Strada 20 %
** Tanti auguri Stellina!
*I figli si Sissina

Sissina era appena appena diventata una deliziosa signorina gattina, stava appunto affinando le sue doti innate di granduchessa quando, alla fine della primavera scorsa, una notte ha incontrato Nerone, il terribile e affascinante gatto nero che spadroneggia in queste zone, il famoso "fecondatore dei 3 cortili"... e ora si ritrova - anche lei - con ben 5 gattini da crescere.
Bla bla bla..
Io forse un piccolo tattuaggio me lo farei pure, alla caviglia, un piercing mai.
Ma, siccome un tatuaggio è per sempre, non me ne farei mai uno qualsiasi.
Specialmente uno di quelli che raffigurano un simbolo, qualsiasi.
Un simbolo può avere ha un senso solo quando lo capisci appieno... e non è facile.
L’unica è creare un simbolo proprio… con linee, curve e tratti strani che rappresentano la vita, la tua vita…
Per ogni volta che la vita mi ha messo di fronte al dolore, all’amore… cioè a forti emozioni, traccio una curva (a dx o a sx, in su o in giù… lo so solo io), quando la vita, fortunatamente, sembra procedere senza intoppi, essa sarà rappresentata da una linea (che può andare a dx o a sx, in su o in giù… lo saprò solo io cosa significa), interrotta spesso da linee perpendicolari, più o meno lunghe e spesse, ma colorate.
(La scelta del colore …lo so solo io cosa significa)
Questa è una suggestione, un’atmo§fera, che mi è rimasta impressa dalla lettura del libro “Questa storia” di Alessandro Baricco dove il protagonista, Ultimo Parri, è prima un ragazzo e poi un uomo, appassionato di corse, macchine e motori, che percorre la sua vita… immaginandola anche come un circuito, una pista, un tracciato che solo lui vede e si immagina ovunque …
(Per es. lo può vedere persino nella dolce curva delle spalle e del collo di una donna)
Solo che il mio piccolo tatuaggio, se e quando me lo farò, sarà aperto, non sarà rappresentato cioè da un circuito chiuso.
just a moment ago... Ozio... ozio... e ancora ozio... 
Ozierei tutto il giorno!
Ma chi mi sta chiamando??
Ah, sei tu.
Sappi che stai proprio disturbando il mio ozio!
L’altra sera, davanti alla tv, dopo Quark, mi sono, come al solito, addormentata e ho sognato che ero nell’aula della scuola elementare di mia figlia, dove in questi ultimi mesi mi sono recata mooolte volte per votare, e stavo assistendo allo scrutinio per l’assegnazione del premio strega 2006
A presiedere il seggio c'era il vincitore dello scorso anno, Maurizio Maggiani, e mentre le schede venivano aperte e i voti aggiornati, assistevo, nel sogno, a commenti, interviste e stralci di letture dei libri in gara.
Mi succede molto spesso: dormo davanti alla televisione e sogno: i testi del sogno sono le parole che sento provenire dalla tv in quel momento, le immagini me le produco autonomamente.
Per es. ad un certo punto c’era la lettura di un brano di “cronache dalla città dei crolli” (di Sergio De Santis) ed io, incrociando per caso mio marito nel corridoio, vicino alla cucina di casa mia …
(?? ? Nei sogni però tutto sembra mooolto coerente)
…gli dico: vai.. vai…svelto, vai a sentire, racconta del terremoto in Ancona del ’70!
(Il che non è assolutamente vero, cioè reale)
Poi ascolto la lettura di un passaggio di Caos Calmo (di Sandro Veronesi - che è risultato poi il vincitore del premio) di cui ora non mi ricordo nulla, ma che nel sogno avevo sentito e capito perfettamente, tanto che subito dopo mi capita di “incrociare”, incontrare lo scrittore, che nel sogno era una persona anziana, con radi capelli bianchi, e allora approfitto dell’occasione per fargli un po’ di complimenti e per dirgli che, se il mio bibliotecario di fiducia avrà fondi disponibili, molto presto leggerò per intero il suo libro.
(La biblioteca comunale ha, a quanto mi dice il mio “bibliotecario di fiducia”, fondi assai limitati e lui deve fare tipo dei salti mortali per tenerla aggiornata… ieri, quando sono andata a “ordinare il libro” mi ha guardato con aria affranta e mi ha offerto di leggere, nel frattempo, il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani, premio strega 2005)
poi… ad un certo punto mi sono svegliata, proprio nella fase conclusiva dello spoglio, quando il libro di Rossana Rossanda, la ragazza del secolo scorso (che pure vorrei leggere) era lì lì per vincere…
Leggere un libro di Gary Jennings presuppone a priori una vista da vicino molto buona…
(dato che sono stampati tutti con un carattere molto piccolo)
dei muscoli pettorali robusti, che le femmine non hanno, per sorreggerlo agevolmente se si vuol leggerlo in posizione distesa... (infatti non solo i suoi tomi sono scritti fitto fitto ma sono anche tutti sulle 1.000 e più pagine che, anche se in genere stampati su carta sottile , e considerando anche la copertina cartonata, pesano..)
ma soprattutto presuppone il piacere di leggere romanzi storici e di avventura... con dietro però un sensazionale, e credo anche molto attendibile, lavoro di ricostruzione storica che dà proprio l’impressione di con-vivere con l’io narrante tutto il percorso della sua vita, raccontato con minuzia di particolari degli usi più intimi delle culture attraversate dai suoi libri.
Infatti ogni libro che Jenings ha scritto comincia quasi sempre con l’io narrante che, diventato vecchio, comincia il suo racconto, minuzioso, partendo da quando era piccolo.

Copio dalla copertina de IL VIAGGIATORE, il libro che sto leggendo.
Si narra che, mentre Marco Polo si trovava sul suo letto di morte, amici e conoscenti lo esortassero finalmente ad ammettere che tutte le avventure da lui narrate non erano altro che ignobili menzogne. Allora il vecchio si sollevò sui guanciali, li maledisse tutti e dichiarò: «Non ho narrato neppure la metà di quello che ho veduto e fatto».
In questo romanzo l’io narrante parte appunto nella sua narrazione dall'adolescenza di Marco Polo per arrivare fino alla sua vecchiaia, descrivendo nel frattempo – minuziosamente - i suoi viaggi, la sua crescita, la necessità di partire da Venezia per evitare di essere ingiustamente condannato, le varie avventure, l'amore che lo lega agli zii e l'amore per le donne, la vita e la scoperta….
(e sono solo all’inizio...)
Quello che un po' mi sconcerta ogni volta che prendo in mano un libro di Jennings è “il suo peso” , non solo materiale e/o mentale ma anche la “mole” di lavoro di ricostruzione storica che sta alla base di ogni sua pubblicazione
E ogni volta rifletto: ma quanto ha scritto quest’uomo!… e come ha scritto!
(e anche descritto. Per es. lo sai cos è, anzi cos’era e quant’era importante il Kamàl, a quei tempi, siamo circa nel 1.300 d.c.) per un viaggiatore ?
L’altro giorno sono andata in biblioteca senza avere le idee chiare su quale libro prendere.
Dopo un po’ mi è andato l’occhio su cent’anni di solitudine e mi sono detta: sì, lo voglio proprio leggere.
Il mio bibliotecario di fiducia ha approvato subito Brava ottima scelta e poi ha aggiunto però fatti anche uno schema mentre lo leggi, perché i personaggi sono tanti…
E aveva ragione!
Ho iniziato a leggerlo senza continuità e ora giunta a pag. 125 su 400 circa già mi sono persa…
Dovrei ricominciarlo e fare lo schema delle parentele per proseguire con una certa coscienza… e mi sono ripromessa di farlo tra qualche anno…
Sempre quello stesso giorno mi era caduto l’altro occhio su memoria delle mie puttane tristi,
sempre di marquez, che era in bella vista sul tavolino dei libri in esposizione e così impulsivamente gli ho detto mi sa che prendo anche questo e lui mi ha risposto no, allora leggi prima questo la casa delle belle addormentate (di yasunari kawabata, un famosissimo scittore giapponese, addirittura un premio nobel) e poi, dopo, le mie puttane tristi…
Ok.. se lo dici tu… tanto non avevo in mente niente di preciso.
Mai fidarsi delle suggestioni degli altri!
Ieri sera ho cominciato la casa delle belle addormentate (tanto oramai cent’anni di solitudine ho deciso di chiuderlo) sono arrivata solo a pag.18 e già ho deciso di chiudere anche questo e, di conseguenza, probabilmente anche le mie puttane tristi.
Infatti ho avuto una sensazione, che definisco agghiacciante in attesa che mi venga in mente un termine più idoneo, nel leggere, in quelle poche pagine, di un posto in giappone, tipo un casa di tolleranza, dove però si tollerava che dei vecchi uomini, non più idonei, ospiti di cui si può essere tranquilli, allontanassero la bruttezza della vecchiaia giacendo, nel senso che si stendevano, accanto a giovani donne che dormivano, interamente esposte alla contemplazione dei visitatori, di un sonno indotto (e anche per quello venivano fatte dormire)
Non cercate di svegliare la ragazza, per quanto possiate tentare non si sveglierebbe… è profondamente addormentata e ignara di tutto
Continua a dormire dal principio alla fine e non si rende conto di nulla
In quel posto c’erano ragazze immerse nel sonno e ignare di tutto, con cui i vecchi cercavano non tanto arrestare il tempo, ma di sottrarne almeno un poco…
Erano come bambole viventi, precipitate in una profondità abissale, che riemergevanpo come un balocco concepito per non far vergognare i vecchi asessuati…
....
Insomma… oramai, per stasera, non avrò niente da leggere.

E' proprio vero che i figli so' piezz'e core
ed io conservo gelosamente, praticamente e virtualmente, tutti i pezzettini
"La mia mamma è una donna dolce, gentile, amorevole e buona ed io non potrei cambiarla con nessuna di tutte le donne del mondo"
AT: ritrovarsi su web
(la parola ad un'intelligenza artificiale)
- Ritrovarsi ul web è una moda che coinvolge milioni di persone, è una specie di gigantesco cerca persone, un happening della memoria virtuale, insomma... che cosa è, ma soprattutto cosa sarà AT?
- "E' la vita presa in prestito dal mondo virtuale, basta un click, per avere l'illusione di riappropiarsi del tempo perduto.
Gli internauti maneggiano il tempo, come un video game, la realtà virtuale è l'illusione hi-tech dell'immortalità, l'adsl del nuovo millennio"
- Ma questa esistenza cibernetica, come la chiami tu, è un assaggio del futuro... o cosa?
- "E' solo la fibra sintetica con cui si costruiscono i nuovi sogni. La rete è un taxi spaziale, che si muove alla velocità della luce, nella biosfera del salotto di casa. Accendere il computer, per voi, è come entrare in un vortice, è l'anima che prende un appuntamento con la mente universale condensata nella rete"
- "e vabbè, e domani?
- "Domani, l'uomo si sintonizzerà con la propria vita attraverso uno schermo, che selezionerà per lui, i momenti giusti ed eliminerà le piccole asperità dell'esistenza, avrà con se stesso un rapporto interattivo"
- Cosa vuol dire? Cosa vuoi dire?
-"Sarà solo la vostra vita, proiettata su un comodo PC, vi siete persi, ma in futuro cercherete voi stessi sul web, come fate adesso, con i vecchi compagni di scuola... perdersi e ritrovarsi"
AT: i sogni salveranno la terra
(la parola ad un'intelligenza artificiale!)
- AT, il sonno cura la depressione..
- "ma non il sonno della ragione"
- no... dico dormire... chiudere gli occhi.. sognare...
- "Il sogno è la sola forma di energia non tassabile... ma..."
- "ma??
- "Presto si renderà necessario sfruttare anche questi giacimenti di luce sepolti nel sottosuolo della vosta mente"
- che significa?
-"Che il sogno è il nuovo mondo da esplorare, da scopriere oltre il buio della mente..."
- sì, ma estrarre i sogni con le trivelle è ridicolo, l'idea di mandarli nelle raffinerie come il petrolio mette i brividi... e poi, magari, li eroghiamo nei distributori, come la benzina: "che sono 10 euro per un litro di sogni" ... AT, fa paura...
- "Bene, la paura è un'eccellente fertilizzante dei sogni, un materiale ad alta redditività onirica"
- incubi AT, non sogni! Mat