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Chiunque affermi che il male merita la protezione della legge è colpevole né più né meno di quei vecchi sporcaccioni che si divertono a infliggerlo”.
D’altro canto, perché prendersela: tanto sono solo bambini.
L’altro giorno ho ricevuto,via mail, un avviso a guardare il programma delle Jene di giovedì scorso , tramite questo link al blog di Massimiliano Frassi.
Il filmato che hanno trasmesso, girato con una telecamera nascosta da due giornalisti del programma Le Jene è stato realmente allucinante.
La notizia, in sintesi è questa:
Un tizio, che abita nella provincia di Verona, si era organizzato la sua vita in questo modo: per due mesi l’anno, credo luglio e agosto, lavorava in italia come custode di un camping delle sue parti, i restanti mesi dell’anno li passava sulla spiaggia di Patayaa, a 80 chilometri da Bangkok, in uno stato di benessere assoluto, secondo la sua marcia concezione della vita, dove cambiando i suoi pochi euro guadagnati con i molti bath, la moneta locale, si poteva tranquillamente permettere di comprare in ogni momento, a seconda delle occasioni o delle sue sudicie esigenze, il corpo di molte bambine che lui, o per chi come lui, lì si chiamano “le tatine” e anche “katoi”, nome maschile plurale che sta per “bambini”.
“Io, quando sono qui ce l’ho sempre duro” diceva orgoglioso ai due giornalisti che nel loro reportage si sono finti “due italiani, due “normali” turisti sessuali a caccia” e che per questo sono riusciti a entrare, fingendo un’empatia, nelle sue confidenze.
Questo essere immondo ha descritto e raccontato ai due giornalisti , per filo e per segno dove, come quando e quanto ha violentato e violentava tutt’ora “le tatine”, in quella terra per noi (o per lo meno per me) , si trova quasi al confine del mondo, un mondo irrazionale e senza coscienza.
Allucinante è la “normalità” con cui il questo pedofilo raccontava:
“tempo fa avevo incontrato un tizio… pensate! aveva circa settantenni ma riusciva a venire ancora almeno due volte al giorno: andavamo insieme in quelle casupole, organizzate in stanzette con un letto e basta, dove trovavamo le nostre “tatine” o i nostri “katoi”…
(e prosegue poi scandalizzandosi per l’angustia delle casupole in cui vivevano questi bambini e non per il motivo per cui ci dovevano vivere) … e moooolto altro.
Io… io mi “scandalizzo” a dismisura perchè, per me, l’infanzia è sacra e allo stesso modo si scandalizza lui, mio marito, quando ha modo e voglia di parlare con questi esseri, alcuni dei tanti “esseri” del nostro paese che, fingendosi “turisti per caso” organizzano le loro vacanze in questi posti …

Massimiliano Frassi l’ho conosciuto ( per modo di dire) quando, invitato dal mio bibliotecario di fiducia, è venuto in una sera di autunno del 2003 nel mio paese per parlare, in un modo veramente spontaneo e sentito, delle sue esperienze, testimoniate dai suoi libri…
Anche questo è un post spontaneo e sentito, alquanto confuso, che mi riprometto però di riorganizzare con link dei suoi libri al parnaso ambulante, con link al sito Prometeo , di cui è l’anima, e con aggiornamenti sulla sua intervista riferita a questa notizia e anche con un futuro link al suo ultimo libro Predatori di bambini di cui mancano solo, a tutt’ora,
53 giorni 12 ore 35 minuti 53 secondi
alla sua uscita in libreria.
Io, oggi, forse, mi avvicinerò alla perfezione perchè mi sento... ... mi sento come uno spazio infinito e un mare senza sponde, come un albero in fiore a primavera, e un arboscello nudo d'autunno, come una bambina che dipende dalla mamma, e come una madre responsabile di una famiglia, mi sento giovane ...tutta presa dall'amore, e mi sento anche un'anziana in lotta con il passato, mi sento come una studiosa tra le sue pergamene e mi sento anche come un ignorante che incespica tra l'oscurita della notte e il bagliore del giorno. Mi sento povera, come un povero in trappola tra amarezza e sottomissione, e mi sento ricca come un ricco ingordo e incosciente. Oggi sento un gran respiro dentro di me, il respiro del sollievo, ma sento anche che esiste l'uragano Rita, che forse non mi risparmierà. |
Qual è di tutte le cose del mondo Qual è la cosa
la più lunga e la più corta,
la più veloce e la più lenta,
la più divisibile e la più estesa,
la più negletta e la più rimpianta,
senza che ci si possa fare niente,
che divora tutto ciò che è piccolo
e che vivifica tutto ciò che è grande?
* risposta possibile: ![]()
che si riceve senza ringraziare,
di cui si gode senza saperne come,
che si dà agli altri mentre siamo
in uno stato di stordimento,
e che si perde senza accorgersene?
Un giorno forse scriverò un racconto intitolato
la contessa Sparacazzi
Il racconto sarà suddiviso in capitoli numerati,
ogni capitolo sarà fine a se stesso.
Il primo passo è preparare
in un elenco in aggiornamento
i titoli dei futuri capitoli del racconto,
man mano che mi vengono in mente,
per non dimenticare.
La contessa Sparacazzi
vicende di vita in qualche modo vissuta
1) La contessa Sparacazzi e le favolose nozze di sua figlia, la contessina Azzurra
puntata zero di Beautiful
2) La contessa Sparacazzi e i 3 dogo argentini
una recente razzaccia di cani
3) La contessa Sparacazzi e i gioielli
la perla nera
4) La contessa Sparacazzi e le pellicce
i pellicciai sono tutti ebrei
5) La contessa Sparacazzi e la pipì delle suore russe
incredibile
6) Gli aforismi della contessa
7) La contessa Sparacazzi e Marta Marzotto
servitù etiope scalza in livrea
8) L’esimio, palloso consorte della contessa Sparacazzi e il fucile sopra la porta
è per i ladri? no, è per i cani
9) L’esimio, ma palloso consorte ecc... e le ragnatele
fobie quotidiane
10) I mobili antichi della contessa Sparacazzi
vecchiume prezioso di legno antico
11) I libri della contessa Sparacazzi
classifica bestsellers
12) Il contessino Sparacazzi
un finto proletario
Il cibo degli dei…
In una tazza di cioccolata calda riscopro l'afrodisiaco cacao grezzo che, con l’aggiunta di un pizzico di peperoncino, mi da un piacevole senso di calore fisico: in gola l’aroma del cacao e sulla labbra uno stuzzicante pizzicore…
… ma essenzialmente il tutto va oltre se stesso, può anche rappresentare la dolcezza del vivere, l'appagamento del gusto, la sensualità e il piacere, il contrasto con il rigore, la repressione…
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