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sto leggendo un libro in prestito



Una solitudine troppo rumorosa - Bohumil Hrabal

"Io quando comincio a leggere sto proprio altrove, sto nel testo, mi meraviglio e devo colpevolmente ammettere di essere davvero stato in un sogno, in un mondo più bello, di essere stato davvero nel cuore stesso della verità"

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giovedì, 28 aprile 2005
un memento

Chiedo solo un pò di spazio
Solo un memento
Dedicato ai blogger e ai
Bambini nel Tempo



... solo un memento   per ricordarmi  che
mancano oramai solo pochi giorni alla scadenza
(il 30 aprile)
per il versamento delle quote
per la loro adozione a distanza.

Scritto da .....ella alle ore 11:07 | link | commenti (5) |Torna su
Categoria - utopie concrete, atmosfere
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domenica, 24 aprile 2005

Dal blog di Broiolo

Iqbal, il tappeto stregato e i nostri Poldini

Iqbal Masih viveva in Pakistan e nel 1995 aveva 12 anni. Il 16 aprile (10 anni fa, esatti) fu assassinato dalla mafia dei tappeti.
Leggi la storia di Iqbal Masih.

 

La favola:
Iqbal e il tappeto stregato

C’era una volta, poco tempo fa, un bambino che si chiamava Iqbal. Iqbal, era molto povero e viveva da poverissimo con i suoi genitori e tanti fratelli. Il suo papà era disperato e ogni giorno si chiedeva: -cosa porterò oggi da mangiare per la mia famiglia?- . Un giorno era così desolato e triste che si mise a piangere seduto sulle scale di un vecchio castello scuro come la pece,con tanti corvi che gracchiavano svolazzando tra le guglie. Il padrone del castello uditi i gemiti si affacciò. Era Sutar, un vecchio mercante di tappeti ricco e venerato come un benefattore da una parte degli abitanti del villaggio, anche se altri dicevano che era uno stregone, astuto e potente.
Comunque la fame è fame e perciò quando Sutar offrì pane e formaggio al papà di Iqbal, lasciandogli una grande pagnotta e una forma di quel formaggio per il resto della sua famiglia, questi lo ringraziò tra mille benedizioni, baciandogli le mani. Allora Sutar guardandolo da dietro i suoi occhiali fini e scuri come i corvi del castello gli disse: - ti voglio fare una proposta: ogni giorno io ti darò un panino col formaggio per ogni componente della tua famiglia, in cambio tu mi manderai  tuo figlio Iqbal che baderà ad uno dei miei tappeti magici, curandolo e rammendando ogni possibile strappo o scucitura. Iqbal sarà con lui tutto il giorno, tutti i giorni e voi non  dovrete preoccuparvi più per il cibo quotidiano.-
(Se vuoi, continua la storia...)

 

 

 

Scritto da .....ella alle ore 12:36 | link | commenti (5) |Torna su
Categoria - utopie concrete, atmosfere
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giovedì, 21 aprile 2005
atmosfere ... riciclate

(nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma)

Io,  raccoglitrice  di parole usate,
mi aggiravo come homeless balbuziente
nei quartieri disegnati dai voli di farfalle,
tirati a secco con le conchiglie.

Di ciascuna parola intendo gli armonici,
quelli che arrivano più su e più giù
della musica che sentono gli altri...

Scritto da .....ella alle ore 12:26 | link | commenti (9) |Torna su
Categoria - atmosfere
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martedì, 12 aprile 2005
aprile dolce dormire


Sono già qui, alle nove di mattina di un giorno di aprile, in verità  oltremodo freddo, ventoso, sabbioso – basta guardare come mi si è ridotta oggi l’automobile -  un po’ piovigginoso…
sono già qui al pc e già mi sembra di avere alle spalle un’intera esistenza perchè purtroppo ogni mattina eccolo che arriva puntualmente: è lui, il ladro del sonno. 
 
Io, mattutina per discendenza acquisita, ogni mattina  mi faccio allegramente derubare da lui, il ladro del sonno…
 
E non solo la mattina
(lui mi si ripresenta anche  nelle ore del primo pomeriggio)
 
 Toc toc.. posso entrare??
Nooo, non puoi… vattene via!
Ora ho da fare cose molto importanti...
 
TOC TOC… non mi sembri molto convinta...  io entro! 
Nooooo ,  mi farò un caffè doppio per allontanarti,  mi inventerò un’immagine che ti annienterà…
mi entusiasmerò  per qualsiasi spunto  mi si proponga… fosse anche un cartone dei simpson…
 
Toc Toc...  - sto bussando solo per formalità - ... sono già qui. Cu cù!!
 

E allora entra, entra  testardo e dispettoso che non sei altro… entra pure se non sai fare niente di meglio…
ma  sappi che te la farò pagare...

questa sera.

 


 

Scritto da .....ella alle ore 10:13 | link | commenti (11) |Torna su
Categoria - atmosfere
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sabato, 09 aprile 2005
Sono agnostica....

 
 
Mi sono etichettata, o perlomeno mi sono abbozzata , se proprio devo, un’etichetta che più o meno mi può andar bene.
 
Un agnostico non accetta  nessuna autorità, nel senso in cui le accettano le persone religiose.
Un agnostico sostiene che dovrebbe creare da solo le proprie regole di vita.
 
Un agnostico non crede e non teme un dio, quale esso sia,  e il suo giudizio.
Un agnostico non prende posizione al riguardo, a meno che non vi siano prove inconfutabili per farlo ricredere.
 
 
Alla domanda: come spiegano gli agnostici la bellezza e l’armonia della natura?
 l’agnostico risponde che, in realtà, tutta questa bellezza e armonia, spesso, all’atto pratico,non riesce a trovarla :
la bellezza e l’armonia  è cmq qualcosa di soggettivo e risiede solo negli occhi  di colui che riesce a vederla.
 
L’agnostico inoltre non   crede che bisogna aver fede nella sola ragione perché da sola essa non basta per spiegare “il tutto” ma  bensì che essa  ad un regno particolare: non animale, non vegetale, non soprannaturale…
Il regno a cui mi riferisco e quello delle emozioni , dei sentimenti  e del desiderio.
 
Ad un’altra domanda, delle innumerevoli che, volendo, si possono porre:
Gli agnostici ritengono impossibile conciliare religione e scienza?
l’angostico ella risponde che se per religione si intende solo un insieme di regole etiche… le due cose si possono conciliare… se invece per religione si intende un sistema di dogmi… allora è difficile conciliare “il tutto”  perché accettare come dati di fatto cose che non siano dimostrabili è in realtà sarebbe un vero e proprio atto di fede…
che,  tante volte ho pensato, magari ad avercelo… tutto sarebbe molto più semplice…
 
Ecc. ecc…
 
dopo tutti gli ecc. ecc. che, approfonditi, possono forse riempire una vita si giunge alla domanda finale:
Qual è il significato della vita per un agnostico?
A questo punto un agnostico risponde con un'altra domanda: Qual è il significato del significato della vita?
Purtroppo a questa domanda non c’è risposta: la vita c’è e basta.
Casomai sono gli esseri umani, come individui, ad avere degli scopi e non vi e nulla nell’agnosticismo che li spinga a rinunciarvi.
 

Scritto da .....ella alle ore 11:35 | link | commenti (5) |Torna su
Categoria - atmosfere
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giovedì, 07 aprile 2005
I pellegrini

 

Il desiderio di compiere pellegrinaggi dicono sia  profondamente radicato nella natura umana.


Come atto penitenziale e di devozione il pellegrinaggio è stato attestato  allora ...
( in molti  testi religiosi pagani  antichi e anche nella Bibbia)
come ora ...
(nelle testate gironalistiche attuali)

Perchè, dunque, non riesco a capirli?
C'e qualcosa che non so e che mi sfugge??

 

 

 

Scritto da .....ella alle ore 13:11 | link | commenti (11) |Torna su
Categoria - atmosfere
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mercoledì, 06 aprile 2005
In a gadda na vida

Mitico pezzo degli Iron Butterfly

Siamo nel 1968, io ero ancora molto piccola e ignoravo tante cose...
Non sapevo per es. che questo lungo brano…

(in originale dure 17 minuti ed è una lunga calvalcata  caratterizzata da toni progressivi da lunghi assoli - mitico è quello di batteria di Ron Bushy-  a cui si sovrappone una litania ecclesiastica d’organo… e in cui si percepisce “al centro” il crepitante e supersonico lavoro della  chitarra,  con barriti dissonanti, fino al ritorno incandescente del leit-motiv) 
... questa musica ha fatto ha fatto  (s)ballare migliaia di giovani  di quel tempo, proponendo una una sintesi di trialismi africani e di melodie orientali, in chiave blues- rock.

La leggenda dice che, quando gli Iron andarono in sala di incisione, per incidere appunto questo pezzo, fossero così ubriachi, o sballati, da non riuscire a pronunciare correttamente il titolo scelto: In the garden of eden… e biascicarono perciò questo In a gadda na vida … che poi non cambiarono più!
 
Ecc… ecc…

Scritto da .....ella alle ore 12:04 | link | commenti (7) |Torna su
Categoria - atmosfere
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lunedì, 04 aprile 2005
atmo§fere... eretiche

La leggenda della papessa Giovanna (855 – 858 d.c.)

Siamo intorno all’anno 1000, negli anni cosiddetti “bui” dove le donne erano considerate  espressione del diavolo)
 
Si narra che il vero nome della donna sia stato Angelica Giovanna, una giovane così  tanto desiderosa si studiare che si vestì da maschio per eguire da discepola  un monaco che partiva per l’oriente... ma poi il monaco morì e lei, intenzionata a non ritornare alla vita grama riservata alle donne della sua epoca, ebbe la bella idea  di prendere l’identità del suo maestro.
Ben presto si distinse tra gli altri monaci per sapienza e cultura… divenne addiriuttura  prima notaio della curia, poi cardinale… e poi, in occasione del conclave per l’elezione del nuovo pontefice …
(era appena morto il papa Leone IV)
… successe  che la scelta cadde proprio su di lei ... e fu eletto/a papa con il nome di  Giovanni VIII!
 
Il destino volle che le fu assegnato per segretario un giovane prete, colto e raffinato.
Costui, per dovere, le era sempre vicino e non tardò quindi  a scoprire il vero sesso del pontefice… e  la cosa rimase un dolce segreto tra i due…

Purtroppo, o per fortuna non saprei, ”la cosa” divenne presto un amore che diede  i suoi frutti…
che  la veste papale nascose per lunghi mesi. 
 
Ma la verità, mannaggia,  venne fuori durante una processione  quando accadde l’imprevedibile:
La processione, alla quale il/la papa non poteva per ragioni di etichetta assolutamente sottrarsi,  si stava snodando dal Colosseo alla chiesa di San Clemente quando… improvvisamente, forse anticipatamente, ...la papessa fu colta dalle doglie…
e partorì in quel frangente il suo bambino…

A quel punto, narra la leggenda, ma senza voler entrare negli orribili particolari cruenti,  la folla inferocita linciò la donna ed il neonato
 
Da qul giorno il vaticano corse ai ripari, disponendo che i pontefici appena eletti, prima dell’investitura, sedessero in successione su tre sedie, dette stercorarie,  che avevano sul sedile un taglio a forma di mezzaluna. 
La motivazione ufficiale era naturalmente teologica e “trinitaria” ma in realtà lo scopo era un altro:durante la cerimonia un cardinale era incaricato di inserire una mano nel taglio delle sedie per constatare, senza ombra di dubbio, che il successore di Pietro avesse tutti gli attributi maschili appropriati.
 
 
Info:
Il mostardiere del papa ovvero la papessa
di Alfred Jarry (a cura di Mario Moretti)



 curiosità:
-  Delle tre sedie due sono ancora visibili: una è ai musei vaticani e l’altra al Louvre di Parigi.
-  Nelle carte dei tarocchi è tutt’ora presente la carta della papessa Giovanna
- Si tratta probabilmente di una bufala folkloristica… anche se fino al XVII venne dato ampio credito alla leggenda (soprattutto in ambiente protestante)
-   Nel periodo di questo presunto papato femminile, ufficialmente e storicamente era papa Benedetto III anche se questo periodo buio  della storia del papato venne poi denominato “periodo della pornocrazia romana”
 

Scritto da .....ella alle ore 09:58 | link | commenti (7) |Torna su
Categoria - atmosfere
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sabato, 02 aprile 2005
atmo§fere ...bla§feme

Morto un papa... se ne fa un altro.

A dir la verità non mi sento  per niente blasfema….

Premetto che nutro un grande rispetto per la persona del Papa, una persona anziana, che si sta spegnendo, praticamente per vecchiaia, per i disturbi e le conseguenze che l’avanzare dell’età procurano purtroppo a chi raggiunge la sua veneranda età…
 
Quello che proprio mi sembra assurdo è che la lenta agonia di Carol Woityla abbia monopolizzato tutte le reti audio e e video  (perlomeno tutte quelle che di solito vedo o ascolto di solito).
 
Era comprensibile vedere, o ascoltare ,  una , due, persino  tre reti monotematiche… ma non tutte! 
 
A questo punto non si può più  catalogare tutto questo  questo come informazione …
 
 
 
 

 

Scritto da .....ella alle ore 10:42 | link | commenti (8) |Torna su
Categoria - atmosfere
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